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Gianni Vattimo e Franca D’Agostini: sulla verità (14 video lezioni)

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Un interessantissimo confronto tra la filosofa della “verità” e il filosofo della “non verità”.

Franca D’Agostini: sette lezioni su “La verità in filosofia”

“E’ vero che dobbiamo dire addio alla verità? Ovvero: esiste una verità sulla verità?”
Franca D’Agostini, docente di Filosofia della Scienza al Politecnico di Torino, autrice stimata di importanti lavori di confronto tra filosofie Analitica e Continentale e su significato e valore della nozione di verità, fa parte di una schiera esigua, se non quasi estinta, di filosofi che sostengono l’irrinunciabilità e l’inaggirabilità del concetto di verità argomentando in sede gnoseologica.
Nel nostro stesso tentativo di negare l’esserci di una verità, o di dubitarne – sostiene la D’Agostini – la verità finisce col mostrarsi, in quanto per negarla, o anche solo per dubitarne, dobbiamo mettere in atto tutta una serie di tesi, teorie e considerazioni che riteniamo vere: dunque un grande quantitativo di verità (almeno presunta).
Non si nega o dubita servendosi di un puro niente, bensì sempre ed inevitabilmente a partire da concetti ed atteggiamenti che assumiamo come veri. Perfino per negare questo dovremmo tener per ferma qualche verità di cui servirci allo scopo.
Negare o dubitare che esista la verità, la mostra e la avvalora.
Da Disavventure della verità, Einaudi 2002, p. 269:
“Ciò che elimini dal punto di vista teorico diventa fondativo a livello meta-teorico: così mettere tra parentesi l’essere significa trovarsi alle prese costantemente con problemi ontologici, prescindere dal linguaggio significa imbattersi in enigmi linguistici, negare la verità significa dover amministrare la giustificata verità della propria negazione. In questo senso, si ripropone l’esigenza filosofica di nominare ed illuminare l’assenza di luce.”
I lavori della D’Agostini, nell’età del relativismo, sono una vera e propria provocazione. Il fatto di esser spinti ad ammettere di essere una finestra sul mondo attraverso cui guarda la verità o, che è lo stesso, il bisogno di essa, rende, nei nostri tempi, molto perplessi.
Ma la perplessità e la meraviglia siano, almeno in filosofia, la nostra fonte.
Tema e programma delle sette lezioni di Franca D’Agostini:
È vero che dobbiamo dire addio alla verità? Ovvero: esiste una verità sulla verità?

  1. La verità è un’arma scettica
  2. Che cosa significa ‘vero’?
  3. La realtà dei fatti
  4. Nichilismo, scetticismo, relativismo
  5. Le leggi della verità classica e le loro violazioni
  6. Internet e l’alleggerimento dei trascendentali
  7. Verità e politica

Gianni Vattimo: Nietzsche e Heidegger, interpretazione e verità

Gianni Vattimo, partendo dal pensiero dei due cardini della filosofia recente, Nietzsche e Heidegger, attraverso le conclusioni del suo “Addio alla Verità”, Meltemi 2009, guiderà una riflessione sul “tramonto della verità” nella cultura contemporanea.
Ecco alcuni punti a cui arriva nel suo recente lavoro: bisogna passare dalla verità alla carità; la verità non è la corrispondenza alle cose, ma il consenso con cui si giudica la corrispondenza; dobbiamo renderci conto del paradigma in cui siamo gettati e sospenderne la pretesa di validità, a favore dell’ascolto dell’essere in quanto non detto, cioè della voce dei perdenti della storia; il bisogno di verità vale solo se ispirato dal desiderio di rendere giustizia ai sofferenti; la filosofia è un’interpretazione dell’epoca che mette in forma un sentire diffuso sull’esistenza attuale; il cristianesimo non deve essere religione, ma solo carità; la razionalità consiste nel presentare argomenti decenti agli altri; siamo capaci di dire la verità solo quando ci mettiamo d’accordo con gli altri secondo un principio di carità; Heidegger teorizza la differenza ontologica, ma poi la dimentica nella mitizzazione della Germania hitleriana come una nuova Grecia preclassica in cui l’essere è ancora presente; la metafisica non può essere superata (Heidegger); un enunciato è vero non in relazione alle cose, ma se va bene alla nostra comunità piccola o grande; la verità è ciò che va bene per noi.
“Verità è solo convenzione, e quando abbiamo condiviso una verità/convenzione, lo abbiamo fatto grazie alla carità”.
Il paradosso è che, nel sostenere la “debolezza” del suo pensiero, Vattimo è molto forte.
Per certi versi ricorda Nagarjuna, o Chandrakirti, pensatori del buddhismo indiano prasangika o “delle estreme conseguenze” i quali, dopo aver decostruito e distrutto ogni possibile posizione filosofica, salvano compassione e lode alla verità del Buddha.
Vattimo è simile: relativizza e infondata tutto, ma, in ultimo, salva un sorriso al prossimo, un sorriso che mostra ciò che è al di là di ogni interpretazione: la carità.