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Paolo Pendenza: dal tacchino di Russell ai conigli di Quine (2011)

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Un corso sulla filosofia della scienza del ‘900

La sfida di questo corso è quella di parlare criticamente di scienza usando il linguaggio della scienza, di riflettere sulla natura della razionalità tramite la razionalità, di indagare i nuclei concettuali delle teorie scientifiche cercando di cogliere il confine sfumato che separa la scienza dalla non-scienza.
Gli obiettivi sono quelli di cercare di scoprire cosa la scienza ci dice del mondo e in ultima analisi di noi stessi. Seguendo il filo tortuoso dell’evoluzione delle scienze, cosa possiamo pensare del pensiero? Che conoscenza possiamo avere della conoscenza? Come affrontare i paradossi che si incontrano quando spingiamo all’estremo e con rigore la nostra capacità di domandare?

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Descrizione prodotto

La scienza è presente in modo diffuso e pervasivo nella società e nella vita quotidiana. La sua efficacia nel descrivere i fenomeni naturali è indubbia, ma meno appariscente è l’idea della scienza come sistema culturale, che rappresenta anche l’attuale e più condivisa narrazione della storia dell’uomo e dell’universo, alla quale abbiamo affidato la nostra ricerca di identità e di senso.

La scienza è quindi molto più che applicazione tecnica: è il contesto culturale attraverso il quale formuliamo pensieri e nel quale ci orientiamo per rispondere alle grandi questioni della vita e dell’esistenza. Se ci poniamo una domanda sull’origine del mondo viene alla mente il Big Bang, se ci chiediamo chi siamo, pensiamo alla coscienza come un’emergenza neuronale, se ci interroghiamo sul senso, evochiamo la teoria dell’evoluzione. E gli esempi potrebbero moltiplicarsi facilmente.

Nessuno di noi è indifferente alla scienza. Anche se non ne siamo pienamente consapevoli, ognuno di noi ha un’idea più o meno vaga del valore da dare alle teorie scientifiche. Quando abbiamo una malattia seria ci affidiamo più facilmente al medico specialista di un ospedale o ad un pranoterapeuta? Pensiamo che che gli atomi e gli elettroni esistano come i pianeti e le biglie di vetro o che siano solo concetti mentali che ci vengono inculcati dagli scienziati? Guardando un oggetto che cade siamo convinti che esiste una forza gravitazionale che lo sta accelerando verso il centro della Terra, oppure gravità è il nome che diamo alla nostra lettura del fenomeno?
Questo corso vuole affrontare queste ed altre questioni che riguardano la scienza e i diversi modi in cui essa può essere pensata.

In questo percorso sarà preziosa la riflessione critica che ha accompagnato l’intero sviluppo della scienza a partire da Galileo, ma che ha prodotto i suoi risultati più interessanti soprattutto con l’epistemologia del ‘900, con filosofi come Popper, Kuhn, Lakatos, Quine, Wittgenstein e molti altri.
D’altra parte riflettere sulla scienza non può essere efficace se non si parla anche di teorie scientifiche, e per questo saranno affrontate anche alcune delle teorie più significative soprattutto nell’ambito della fisica, come il sistema copernicano, la meccanica newtoniana o la relatività di Einstein.
La trattazione sarà concettuale, l’uso del formalismo trascurabile e non si richiedono presupposti particolari. Nello stesso tempo i temi saranno trattati in modo critico e approfondito, mettendo in evidenza molti aspetti che normalmente nei libri di divulgazione scientifica, dove prevale la dimensione descrittiva, o nei corsi universitari specialistici, dove prevale il formalismo e l’applicazione, sono trascurati.
Quando si parla di scienza in termini filosofici spesso si oscilla fra il punto di vista della filosofia analitica, che fa proprio il paradigma scientifico in una prospettiva naturalistica, e il punto di vista della filosofia continentale, che criticando fin dall’inizio la metodologia scientifica, semplicemente rigetta il linguaggio e i risultati della scienza stessa.

Obiettivi

La sfida di questo corso è quella di parlare criticamente di scienza usando il linguaggio della scienza, di riflettere sulla natura della razionalità tramite la razionalità, di indagare i nuclei concettuali delle teorie scientifiche cercando di cogliere il confine sfumato che separa la scienza dalla non-scienza.

Gli obiettivi sono quelli di cercare di scoprire cosa la scienza ci dice del mondo e in ultima analisi di noi stessi. Seguendo il filo tortuoso dell’evoluzione delle scienze, cosa possiamo pensare del pensiero? Che conoscenza possiamo avere della conoscenza? Come affrontare i paradossi che si incontrano quando spingiamo all’estremo e con rigore la nostra capacità di domandare?

Temi delle lezioni

I lezione

Introduzione – La scienza secondo il senso comune – Paradigmi e rivoluzioni scientifiche secondo Thomas Kuhn – Analisi di un caso: la rivoluzione copernicana.
Copernico era un conservatore o un innovatore?
Perché il sistema copernicano si è imposto su quello tolemaico?
Come avvengono nella scienza i cambi di paradigmi?
Qual è il ruolo della razionalità nelle rivoluzioni scientifiche?

II lezione

La critica del neopositivismo logico di Schlick e di Carnap alla metafisica tradizionale – La scienza come unica forma di conoscenza razionalmente adeguata – La critica dei giudizi sintetici a priori di Kant – Il superamento del neopositivismo secondo Popper: la critica all’induzione e il falsificazionismo – Analisi di un caso: la teoria della relatività ristretta.
Perché la metafisica tradizionale entra in crisi?
La scienza può essere considerata l’unica forma di conoscenza attendibile?
Può la conoscenza scientifica rappresentare la realtà?

III lezione

I fatti e le osservazioni cariche di teoria – L’incommensurabilità nelle teorie scientifiche secondo Kuhn e Hanson – Il pragmatismo radicale di Quine –
Analisi di un caso: il concetto di spazio e di tempo fra Newton e Einstein.
In che senso si può dire che la scienza è in continua evoluzione?
Ogni nuova teoria scientifica ha un ambito di applicazione più ampio di quelle precedenti?
Come cambiano i concetti utilizzati dalla scienza con lo sviluppo delle teorie?
Dov’è l’oggettività nella scienza?

IV lezione

Il metodo scientifico secondo Galileo – Il ruolo della razionalità nel metodo scientifico – La critica di Feyerabend e l’irrazionalismo nella scienza –
I programmi scientifici secondo Lakatos – Il convenzionalismo di Poincaré – Analisi di casi: dalle anomalie dell’orbita di Mercurio alla scoperta di Nettuno.
La scienza è razionale?
Il metodo scientifico di oggi è lo stesso di quello teorizzato da Galileo?
Come individuare il confine fra scienza e non-scienza?

Biografia

Paolo Pendenza si è laureato in fisica presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una specializzazione in astrofisica teorica, ha insegnato matematica e fisica per 18 anni in vari licei del Trentino ed attualmente è Dirigente scolastico nell’Istituto di Istruzione superiore “A. Degasperi” di Borgo Valsugana (TN).

I suoi interessi professionali lo hanno portato ad approfondire vari temi inerenti la didattica, la comunicazione scientifica e la filosofia della scienza, anche grazie a collaborazioni con l’Università di Trento e di Bologna.
Ha tenuto numerosi corsi di divulgazione scientifica e conferenze sulla fisica moderna, specialmente sulla teoria della relatività, ponendo un’attenzione particolare agli aspetti concettuali ed epistemologici delle questioni affrontate.
Da più di 16 anni frequenta l’associazione ASIA e i corsi di yoga e di meditazione del maestro Franco Bertossa. Ha seguito fin dalla nascita le Vacances de l’Esprit e da diversi anni è interessato al pensiero del filosofo della scienza Michel Bitbol, e in particolare alla sua interpretazione della Meccanica Quantistica.